NARCISISMO
"Il narcisista non ti apprezza per chi sei, ma per come lo fai sentire; sei lo specchio in cui cerca una perfezione che non possiede e che finirà per mandare in frantumi non appena vedrà riflessa la propria fragilità."

Una difesa contro la vulnerabilità
Il "narcisismo" è un disturbo che riguarda la personalità.
Si dice che la personalità sia il frutto di come abbiamo imparato a stare al mondo: è quella parte di noi che muta nel tempo, apprende dalle esperienze e diventa il nostro modo stabile di pensare, sentire e relazionarci: "Questa è la mia personalità".
L'origine
In alcuni lo sviluppo della personalità sembra essersi fermato all'infanzia. Proprio come fanno i bambini, che si sentono al centro del mondo per sentirsi sicuri, da adulti costoro continuano ad aver bisogno di attenzioni esclusive e dipendono totalmente dal giudizio degli altri.
Il rifiuto del limite
La loro autostima non è riuscita a integrare le vulnerabilità. Per questo, un errore non lo vivono come un semplice evento ma come una smentita alla loro pretesa superiorità, capace di far crollare il proprio valore. Quando il "limite" viene presentato o quando ricevono una critica, di cui non comprendono il senso, reagiscono alla ferita del proprio ego con una modalità che varia dalla rabbia esplosiva a un silenzio squalificante che serve a punirvi per l'affronto commesso.
Dipendenza e fragilità camuffata da grandiosità
Possono apparire fermi, sicuri di sé, persino arroganti, ma sono instabili, insicuri e bisognosi di riconoscimento altrui. Questa dipendenza non porta semplice gratificazione ma costituisce una necessità, in assenza di un valore interno realistico. Tuttavia, il mondo viene percepito come frustrante perché non garantisce quel costante riconoscimento che ritengono gli sia dovuto ("gli altri non mi danno ciò che mi spetta").
Poiché si sentono straordinari, agiscono con un radicato "senso di diritto", pretendendo un riguardo superiore (spesso a discapito del prossimo).
Confrontarsi con queste persone è spesso inutile: quando ci discuti o litighi, perdi. Non sono interessate a comprendervi ma a proteggere un'identità superiore. Manca la consapevolezza del tipo: "Ho sbagliato!". Non crede che ci sia qualcosa di sbagliato in sé: non per scelta, ma per una reale cecità riguardo al nesso tra il proprio agire e il vostro disagio. Dolore, imbarazzo sono minacce intollerabili a un equilibrio interno fondato sull'assenza di colpa. Il narcisista sostituisce la colpa (che riguarda l'azione commessa) con la vergogna (che riguarda il sé: "sono una persona difettosa, indegna") e ciò lo farebbe sprofondare in un'angoscia intollerabile. Ogni richiesta di empatia cade nel vuoto. È una tragedia relazionale: mentre l'altro cerca di comunicare, il narcisista costruisce un muro per sopravvivere a un'angoscia arcaica che non può nemmeno ammettere.
La svalutazione e lo specchio
Nelle relazioni evita l'intimità profonda, perché lo esporrebbe alla vulnerabilità, compromettendo l'immagine di sé. Solo se il partner del narcisista non è solito attribuire alla vita emotiva un alto valore allora riuscirà a proseguire la relazione. Il narcisista fatica a stare sulle tue emozioni, che svaluta («non è niente») mentre tende piuttosto a riportare ogni cosa a sé («io sto peggio»). Non sentono il tuo dolore, lo capiscono soltanto e poi lo usano a loro vantaggio. È così che all'inizio riesce a trovare il modo per farti sentire speciale, fino a che la verità non si svela. Tu sei un mezzo: una fonte di conferma. Hai questa funzione. Non c'è scambio: in modo unilaterale, egli ti usa come un "specchio" per regolare il proprio equilibrio interno e spesso ti controlla o ti manipola per sentirsi in una posizione di sicurezza/superiorità.
Overt vs Covert
Non tutti i narcisisti manifestano una grandiosità evidente come quelli descritti fin qui (Overt). Alcuni appaiono vulnerabili, ipersensibili alle critiche e apparentemente timidi (Covert), sebbene condividano la stessa sofferenza profonda legata alla regolazione del proprio valore.
In conclusione
Tutti possiamo manifestare atteggiamenti narcisistici di tanto in tanto, perché il "narcisismo" di per sé non è necessariamente negativo. Senza di esso non potremmo avere autostima, ambizione o senso dell'identità. È piacevole essere apprezzati, ma non rappresenta una necessità assoluta. Riconoscere i propri errori è possibile senza crollare. Il punto non è "quanto ti senti speciale", ma quanto ne dipendi per mantenerti emotivamente stabile. La differenza si misura nelle conseguenze. "Sento di valere, ma posso sopportare di non esserlo sempre"; questo ti aiuta a vivere, mentre il disturbo diventerebbe una prigione che ti obbliga a essere speciale e di valore, altrimenti rischi di sentirti insignificante.
